Il battaglione, dislocato in val Cosizza sin dall'agosto 1914 con gli altri riparti del gruppo alpini A (IV corpo d'armata), all'inizio delle ostilità varca il confine e superate leggere resistenze nemiche, occupa la linea: passo di Naverco, passo Zagradan, M. Uplatnac (escluso). Il 28 maggio, costituito il comando dei gruppi alpini A e B, al quale sono affidate le operazioni sul massiccio del M. Nero per concorrere all'investimento di Tolmino, l' "Itra" per Caporetto si porta a Drezenca ed il 31 accampa a Kru. Dal 2 al 4 giugno, durante l'attacco delle posizioni Maznik - Sleme - Mrzli Vrh, svolto dalla brigata Modena e dagli altri battaglioni del gruppo, rimane in rincalzo, sostenendo il 2 il ripiegamento di nostri riparti che avevano nel mattino attaccato il Rudeci rob. Gli alpini ricevono ordine di rafforzarsi sulla linea raggiunta; il 6, l' "Intra" assume la difesa dei trinceramenti della colletta di M. Pleca con una compagnia di scorta alle batterie del Kozliak, ed impiega i suoi riparti in lavori di fortificazione e per il miglioramento delle vie di comunicazione, mantenendo attiva la sorveglianza sulla fronte. Il 3 luglio, riprese le operazioni, il gruppo A riceve il compito di conquistare il costone di Luznica, il Maznik ed il Rudeci rob, allo scopo di cadere dall'alto sulle posizioni dello Sleme - Mrzli. L' "Intra", in rincalzo all' "Exilles", ne segue il movimento, arrestandosi tra q. 1000 e q. 1100; per iniziativa del comandante, poi, avanza decisamente su Sleme Planina per dare man forte al predetto battaglione che, arrestato a contatto delle difese accessorie, è seriamente impegnato. Il suo slancio, però, è reso vano dalla reazione avversaria; nel pomeriggio gli alpini, battuti da fuoco micidiale, sono costretti a ripiegare; mentre due compagnie (7a e 37a) si rafforzano sulle posizioni di q. 1100, le altre due si portano a Leskovca in riserva. Nella notte sul 6, il battaglione, rilevato da riparti di bersaglieri, si riunisce a colletta Pleca; a sera la 37a compagnia è chiamata a sostituire, sul M. Nero, riparti dell' "Exilles" e del "Cividale", fortemente provati, per rientrare, poi, nella notte sull'8. Predisposta un'azione contro il Lemez e lo Smogat, mentre il "Susa" attacca dette località, all' "Intra" è commesso il compito di conquistare M. Rosso. Lasciata nelle trincee la 24a compagnia, il battaglione si porta a colletta Kozliak, all'alba del 19 la 7a, insieme a riparti del "Susa", occupa la q. 2163, però, più tardi, mentre la 112a avanza per rinforzare la nuova linea, è costretta a ripiegare a causa di un violento contrattacco sferrato dal nemico. Le due compagnie, riunitesi, riescono ad arrestare l'avversario ed a mantenersi nelle trincee antistanti la quota. Rinnovato l'attacco il 21, la 112a, rincalzata dalla 7a e dalla 37a, rioccupa gran parte della q. 2163 dopo un tenace e violento corpo a corpo; in seguito, col concorso di riparti del "Val d'Orco", conquista l'intera posizione. L'occupazione, però, non può essere ampliata, a causa della forte reazione nemica; il 31, il battaglione, cedute le linee al 119a fanteria, si trasferisce a Mlinsko. A riprova del valore dell' "Intra" sta la medaglia al valore, concessagli in seguito. Ultimati i preparativi per una nuova azione contro la fronte da Plezzo a Tolmino, mentre il gruppo alpini A, per la riva sinistra dell'Isonzo, deve attaccare le trincee di Dolje e di Zatolmin, all' "Intra", unitamente al 5° bersaglieri, alla cui dipendenza viene messo, è affidato il compito di puntare verso le posizioni di S. Daniele. La sera del 13 agosto il battaglione si porta nelle trincee di q. 195, ma un nuovo ordine lo invia, nella notte sul 15, a Volarje e poi a Selisce, alla dipendenza dell'8a divisione, che l'assegna alla brigata Salerno per l'azione contro il Mrzli e lo Sleme. Il 16 occupa le trincee di q. 1100, in rincalzo alle truppe operanti e all'alba del 17 invia due compagnie a q. 1186 a protezione dei riparti dell'89° fanteria che ripiegano. Riunitosi, poi, a q. 1100, provvede a lavori di fortificazione e durante la nuova azione, il giorno 28 rimane in rincalzo. Passato a disposizione della 7a divisione, il 2 settembre raggiunge M. Jeza; il 3 rileva il 5° bersaglieri nelle trincee sulle falde occidentali del M. S. Lucia, alla dipendenza della brigata Bergamo; il 9 attacca, col "Val d'Orco" e col "Val Baltea", le posizioni nemiche del predetto monte, senza, però, poter conseguire alcun risultato. Il giorno 11 svolge un'azione dimostrativa per concorrere, col 158° fanteria, all'attacco delle posizioni di q. 588, ed il 30 rinnova l'azione, per cooperare con quella svolta dal 56° fanteria contro il costone di Selo. Una nuova battaglia ha intanto inizio nelle conche di Plezzo di Tolmino; la 7a divisione riprende le operazioni contro le alture di S. Maria e S. Lucia. Dal 21 al 24 ottobre, l' "Intra", insieme alla brigata Bergamo, agisce offensivamente, ma senza risultato, contro le linee nemiche di q. 588 - Kozmarice. Svolge in seguito continue azioni dimostrative, in concorso alle truppe dell'8a divisione che operano sul Mrzli e sul Vodil, compiendo nello stesso tempo lavori di approccio alle posizioni nemiche. Nella notte sul 2 novembre, sostituito in linea, si porta a S. Lorenzo (Kamno), ritornando alla dipendenza del gruppo A ed il 10 a Volarje e Selisce. Il 15 presidia i trinceramenti del Mrzli (q. 1000 e terrazzo di q. 500), il 21 ritorna a Volarje ed il 25, assegnato alla brigata Salerno, si avvicina alle prime linee per concorrere ad una nuova azione contro il suddetto monte. Il 26, impadronitosi di un primo ordine di trincee, catturando numerosi prigionieri ed una mitragliatrice, si spinge all'assalto della q. 1360; i profondi reticolati arrestano, però, gli attaccanti, che vengono a trovarsi in una critica situazione; un violento contrattacco sferrato dal nemico con il favore di una fitta nebbia, obbliga gli alpini a far ritorno nelle posizioni di partenza. Per le gravi perdite (16 ufficiali e 437 uomini di truppa) il battaglione è ritirato dalle linee e si trasferisce a Smast, ove permane sino alla fine dell'anno.
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Fino al 26 marzo l' "Intra" rimane negli accantonamenti di Smast impiegato in lavori di rafforzamento e stradali, costruzione di baraccamenti e sgombero della neve nelle zone del Mrzli e del Vodil. Il 27, cessa di fai parte del gruppo alpini A e, per S. Pietro al Natisone, inizia il trasferimento in val Camonica, il 30 giunge a Vezza d'Oglio, passando alla dipendenza della 5a divisione (III corpo d'armata). Il 4 aprile, destinato alla 15a divisione, parte per la val Sugana, il 5 raggiunge Strigno e l'8 distacca la 7a compagnia a Prati Musiera di Sopra (Salubio) per lavori; il 12, lasciata la 112a, che il 14 passa a far parte del battaglione M. Rosa di nuova costituzione, si trasferisce a S. Giorgio in val Maggio, e poi a Marter. Il 13 con le compagnie 24a e la 37a, in unione a riparti di fanteria, svolge un'azione puntando su Novaledo, riuscendo a raggiungere l'abitato, ma l'occupazione non può essere mantenuta ed a sera ripiega su Marter. Il 15 si porta allo sbarramento del vallone di M. Broi, il 17, la 37a compagnia occupa le posizioni di q. 870 (Valcanai) e la 24a compagnia quelle di Schide; il 19 al battaglione è commessa la difesa della fronte torrente Larganza - Volto, con la 37a tra q. 817 e Volto, ove il 21 viene respinto un attacco nemico. Il 24 la nostra linea avanzata viene arretrata e l' "Intra" si riunisce a Borgo; in seguito la 7a compagnia provvede ad un servizio di avamposti a C. Suerta e C. Carli, la 24a compagnia raggiunge le posizioni di Villa Buffa in val Campelle, la 37a compagnia è impiegata in lavori a Prati Musiera; il 30 al battaglione è affidata la difesa della sottozona Salubio. L'avanzata nemica sugli altopiani, iniziatasi il 15 maggio, ha ripercussione in val Sugana, ove la 15a divisione è costretta ad arretrare; il 20 hanno inizio i movimenti ed il 23 l' "Intra" si schiera sul costone Samone - Spera, con la 24a compagnia sul Tambolin di Caldenave. Su tali posizioni vengono respinti nuclei nemici che tentano d'avvicinarsi alle nostre trincee; il comando di battaglione assume la difesa di M. Cima, avendo alla propria dipendenza anche il "Feltre" dislocato nel settore. Il 4 giugno, l' "Intra", ritirato dalla linea di fuoco, si porta a Castelletto, ove attende a lavori vari; il 24 prende posizione a M. Cima ed a Cima Ravetta, concorrendo dal 3 al 10 luglio, con la 24a compagnia, all'azione svolta dalla brigata Venezia e dal "M. Rosa" contro Malga e Prima Lunetta. Il 16 si riunisce a Pieve Tesino, il 18 da Grigno, in ferrovia, raggiunge Tirano, poi in autocarri, Premadio nell'alta Valtellina ed il 21 accantona a S. Caterina Valfurva ed a Pradaccio. All' "Intra", alla dipendenza della 5a divisione, è affidata la difesa della Valfurva, distaccando i dipendenti riparti su posizioni che si elevano oltre i tremila metri: Albergo Ghiacciaio del Forno, passo Dosegù, passo dell'Ablès, M. Cristallo, M. Gavia, bocchetta e forcella di Forcola. Col sopraggiungere dell'inverno, molto anticipato in quella zona, le difficoltà opposte dall'altra montagna rendono oltremodo disagiata la vita dei riparti. Il 10 novembre, il battaglione si trasferisce alla II cantoniera della strada nazionale dello Stelvio, dislocando le sue compagnie in val Forcola ed in valle del Braulio sulle posizioni: Rese alte, basse e lago di Scorluzzo, Forcola, Filone del Mot (qq. 2773 - 2921).
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Il 12 gennaio il comandante del battaglione è incaricato della difesa della valle del Braulio, da cui dipendono anche riparti del 56° fanteria ed il 1° febbraio, con la nuova sistemazione delle truppe nella zona, le compagnie sono dislocate a Capanna Cedec, M. del Forno, val Rosole, Filone del Mot, Premadio, alternandosi, in seguito, nei turni di linea e di riposo. Gli alpini esplicano una grande attività in lavori e, quando le condizioni climatologiche lo consentono, molestano il nemico con pattuglie; nel mese di aprile numerose valanghe interrompono le comunicazioni, mietendo vittime. Durante la stagione estiva, l'attività delle pattuglie si intensifica e vengono occupate alcune posizioni abbandonate nell'inverno; il 17 luglio la 24a compagnia occupa alla testata della Valfurva il Pizzo Tresero e la Punta Pedranzini; il 29 agosto un nucleo di arditi, partendo dalla III cantoniera, insieme ad alpini del "Val d'Orco", portatisi fin sotto le linee nemiche, distrugge gli appostamenti delle vedette avversarie. Al sopraggiungere dell'inverno, i riparti sono particolarmente intenti a lavori, per affrontare i rigori dell'alta montagna.
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Sino a tutto marzo le nevi e la tormenta ostacolano ogni attività bellica. In seguito al riordinamento delle truppe alpine del settore Valtellina, il 14 marzo, il battaglione viene inquadrato nel 2° gruppo (V raggruppamento), che il 4 aprile assume la difesa della zona Stelvio; l' "Intra" conserva quella della valle del Braulio, continuando a mantenere i suoi riparti dislocati nelle posizioni: Rese alte, basse e lago di Scorluzzo, II e IV cantoniera, Filone del Mot, con distaccamenti al passo dell'Ablès ed al M. Cristallo. Durante i mesi di aprile e maggio intensifica l'azione delle pattuglie, che compiono arditi colpi di mano. Il 31 maggio, il battaglione scende a riposo in fondo valle, accantonando a Bormio e dintorni. Ai primi di giugno, con le truppe dislocate in Valtellina si costituisce la 75a divisione, alla quale è assegnato il V raggruppamento. Il 12, il battaglione assume la difesa della regione dell'Ablès ove disloca i suoi riparti; il 18 fa ritorno nelle precedenti posizioni di valle del Braulio. Il 9 luglio la 24a compagnia respinge un attacco nemico diretto contro q. 2931 del Filone del Mot. Fino al 25 agosto gli alpini provvedono alla sorveglianza delle linee con azioni di pattuglie e sono impiegati in lavori per la migliore sistemazione dei trinceramenti. Dal 26 agosto al 29 settembre, l' "Intra" compie un periodo di riposo ad Incudine, poi, per Stab, S. Apollonia, Lago Negro, S. Caterina, ritorna in linea, nella sottozona val del Forno sulle posizioni di Sasso della Manzina, M. del Forno, Albergo del Forno, Sasso Prealda, Cima S. Giacomo. Durante la prima fase della nostra ultima offensiva, a mezzo pattuglie, mantiene il contatto col nemico; il 1° novembre, lasciata la 7a compagnia in val del Forno, si trasferisce a S. Caterina, per scendere attraverso i passi di Dosegù e della Sforzellina, in val Noce, ove operano truppe della 5a divisione; il 3 si porta a Lago Negro. Verificatosi sulla fronte il ripiegamento del nemico sotto la pressione dei nostri, si trasferisce a Ponte dei Buoi, ove nella notte arriva la 7a compagnia, e, passato alla dipendenza del VI raggruppamento, raggiunge Fucine, in val di Sole, ove trovasi il 4, alla cessazione delle ostilità.
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